Denunce a piede libero: scelte (quasi sempre) difficili

Un nigeriano di 38 anni, senza fissa dimora, è stato arrestato dalla polizia a Salerno con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza, di soli 18 anni, che ha subito molestie e “mani addosso”, per poi essere aggredita. Per fortuna alcuni passanti sono accorsi, attirati dalle urla della giovane, bloccando l’uomo e consegnandolo poi agli agenti giunti sul posto.

Denunce

Assurdo pensare che l’uomo era stato arrestato proprio pochi giorni prima della avvenuta violenza, sempre per lo stesso reato a danno di un’altra donna, oltre che accusato e per tanto fermato ( e rilasciato) anche per violazione di domicilio ed atti osceni in luogo pubblico.

In realtà le denunce a piede libero stanno scatenando non poche polemiche, solo nelle ultime ore si sono verificati due gravissimi episodi che hanno visto coinvolti animali e persone: a Livorno un senza fissa dimora ha ucciso e cucinato un gatto, mentre ad Ostia (Roma) uno squilibrato ha aggredito l’attore Enzo Salvi intervenuto in difesa del suo amato pappagallo, ridotto in fin di vita dallo stesso aggressore.

Liberi in quanto “squilibrati”? Incapaci di intendere e volere? Come se questa condizione fosse una sorta di patente che autorizza a rendere giustificabili atti aberranti? Chi ha problemi mentali ha il permesso di commettere violenze? E sia ben chiaro che il colore della pelle non c’entra, è l’atto che va condannato e l’aggressore punito indipendentemente dall’etnia.

Secondo quanto scrivono gli esperti, i soggetti in questione andrebbero curati e trattenuti in strutture idonee e non lasciati liberi di ricommettere azioni spregevoli come avvenuto negli episodi di Livorno, Ostia e Salerno. Persone che nonostante siano state riconosciute colpevoli delle loro efferratezze, persone socialmente pericolose per umani ed animali… sono state semplicemente denunziate e rilasciate.

Possiamo solo sperare che qualcosa cambi e soprattutto sperare che i soggetti fermati e riconosciuti colpevoli di reati possano scontare la loro pena in carcere e non rilasciati sul territorio liberi nell’essere recidivi di crimini e sicuri che mai nessuna legge potrà punirli.

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